Nella valigia dell’allenatore. Genitori: istruzioni per l’uso. “Perchè mio figlio va in panchina?”
A cura di Roberto Alessio (Allenatore Uefa B).
Perché mio figlio in panchina?
«Anche suo figlio va in panchina, come tutti gli altri del resto», potrebbe essere una risposta adeguata e pratica da fornire a un genitore assillante e preoccupato per il momentaneo “accantonamento” o mancato utilizzo del proprio figliolo in partita. Prestiamo comunque una doverosa attenzione nella verifica della situazione contestata, poiché la risposta si rivela corretta ed efficace solamente nel caso in cui sia suffragata da esempi e motivazioni adeguate.
Poiché è umanamente comprensibile che un genitore desideri sempre che il proprio figlio si diverta e giochi – preferibilmente vincendo – proviamo a spiegare che tale situazione rientra nelle normali dinamiche del gioco, soprattutto in un settore giovanile dove per regolamento e comunque buon senso tutti devono giocare.
L’avvicendamento, inoltre, si rivelerà costruttivo per il giocatore che, proprio dalla panchina, osservatorio privilegiato, potrà verificare meglio il gioco e gli eventuali errori dei compagni e, una volta in campo, memore degli stessi, cercare di non commetterli.
