L’allenamento mentale per un portiere

Alessandro Cereda

Giovanni Costantino

Indice

  1. Introduzione; 
  2. Cos’è l’allenamento mentale
  3. La figura del “mental coach”
  4. Fascia d’età compresa tra i 4 e i 10 anni
  5. Fascia d’età superiore ai 10 anni
  6. Estratto dell’ articolo sulla “ valutazione tecnica e psicologica” a cura di Alessandro Cereda e Giovanni Costantino 
  7. Esempi di esercitazioni
  8. Conclusione
  1. Introduzione
  1. Introduzione

L’allenamento mentale per un portiere è qualcosa di molto importante, sia per quanto riguarda la fascia d’età compresa tra i 4 e i 14 anni, sia per quella che va dai 14 anni in su. Il portiere deve essere in grado di avere il pieno controllo delle proprie facoltà mentali, in quanto egli gestisce l’insieme dei suoi movimenti quali parata, posizionamento, utilizzo della tecnica e del movimento più idoneo, deve essere in grado di  gestire le proprie emozioni,  tutto con l’utilizzo della mente.

Quello della gestione delle emozioni è uno degli aspetti più importanti per una buona prestazione da parte del portiere.

Il N.1 deve essere in grado di non farsi sopraffare dal nervosismo, mantenere il giusto livello di tensione nervosa e “cattiveria agonistica”.

  1. Cos’è l’allenamento mentale; 

L’Allenamento mentale è un processo che influisce sullo sviluppo di tutte le abilità e dà i suoi frutti nel breve, medio e lungo termine.

Lavorare sull’allenamento mentale significa dedicare tempo alla parte nascosta della prestazione, quella che accompagna l’atleta in ogni gara. A differenza di altri tipi di allenamento, quello mentale non si basa sulla ripetizione in quanto un allenamento ripetitivo priverebbe il ragazzo dell’attenzione necessaria che l’esercizio stesso richiede.
Con l’allenamento mentale si uniscono abilità e obiettivi che si desidera raggiungere  per trasformare i limiti in possibilità, facendo in modo che la mente lavori con il corpo in modo consapevole e funzionale.

L’allenamento mentale, riesce a creare un unione mente-corpo  che consente di far rendere al massimo i N.1. Per riuscire a gestire al meglio la propria mente, il portiere deve essere  consapevole delle proprie capacità, deve sapere perfettamente cosa può e deve fare, deve essere pronto fisicamente a gestire ogni situazione aumentando così la propria sicurezza mentale e la sua autostima. Un portiere forte e preparato al meglio dal punto di vista mentale, risulterà un muro insuperabile per ogni avversario. A differenza dei giocatori di movimento, il portiere è “solo” , quindi nessuno potrà porre rimedio ad un suo errore. Proprio per questo sono richieste al N.1 capacità mentali che superano notevolmente quelle dei giocatori di movimento.

Ad esso sono richieste capacità specifiche quali:

  1. Elasticità mentale, cioè la capacità di adattarsi a diverse situazioni;
  2. Capacità di rendere libera la propria mente da qualsiasi situazione che possa turbarne la prestazione, quindi anche situazioni e stati d’animo che il N.1 può avere “fuori dal campo” ;
  3. La capacità di “leggere” in anticipo le diverse situazioni di gioco;

Questo genere di capacità, un N.1 può già averle in se, e quindi allenarle con esercizi mirati studiati da professionisti del settore, oppure acquisirle tramite un medio – lungo lavoro in collaborazione con un MENTAL COACH professionista.

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