IL 3>3 CON 2 PORTE LATERALI COME PUNTO DI PARTENZA DEL GIOVANE CALCIATORE

Un buon maestro è colui che trasmette quel poco o molto che sa a chi gli sta accanto , che si confronta e apprende anche dai suoi allievi. Un buon maestro fa crescere chi gli sta intorno senza pensare al suo io…; fa parlare tutti ed ascolta tutti, ne conosce i meriti e concede fiducia…
Voglio iniziare da queste poche ma semplici parole per dare un senso di come l’Italia pallonara stia lavorando male rispetto ad altri paesi nei suoi settori giovanili.
In un campo grande come quello di basket perché giocare con due porte una destra ed una a sinistra? Molti allenatori sono ancora molto scettici su questa tipologia di esercizio , ma in se racchiude il punto esatto, l’abc, la partenza per il calciatore del futuro… , e perché 3 contro 3? 
La risposta a tutte queste domande molto semplice  fa pensare molto su come gli allenatori allenano nei nostri campi.

Cosa succede se io inserisco in questa tipologia di campo un 4 contro 4? Succede che due ragazzi difendo la porta a destra e due ragazzi difendono la porta a sinistra e non devono affatto pensare a nulla.
Pensare , parola chiave , il calcio prima che con i piedi è fatto di pensiero ,pensare,elaborare un movimento, un passaggio, un tiro,una sovrapposizione ,ecc… e poi realizzarlo col corpo,  quando si è in tre invece una delle due porte sempre deve essere meno difesa e solamente con questo anziché formare giocatori che eseguono ordini dell’allenatore come delle macchine, FORMIAMO GIOCATORI PENSANTI che adottano un loro stile di gioco dove non sarà a vincere il più forte ma il più intelligente.
Avremmo così con questo semplice gioco la rinascita del calcio da strada perché in strada mai i ragazzi giocano 4contro 4,5contro 5, 7 contro 7 ,perché i ragazzi non lo fanno ?? Perché vogliono toccare la palla perché imbottiti di compagni il rischio è quello che la palla venga rubata più volte, il singolo non è più protagonista; con 3 invece diventa un gioco , con 2 un esercizio e non ci sono tante opzioni.
I ragazzi vogliono giocare 3 contro 3 basta guardare in america il basket da strada tutti e dico tutti se si fa caso giocano 3 contro 3.

Mai e dico mai un ragazzo di 9-10-11 anni e così via deve fare le stesse cose che fa un adulto SOLAMENTE IL CALCIO FA UN ECCEZIONE ED è GRAVE TUTTO CIO la scuola ,la matematica per esempio si adatta perfettamente ad un ragazzo di 8 anni perché quando diventa grande a 9 anni i calcoli diventano più complessi.
Io nella mia metodologia d’allenamento ho fatto così fin dall’inizio della mia carriera con la stessa forma : quando il calciatore cresce fisicamente , mentalmente cresce a sua volta la complessità e la difficoltà dell’esercizio .
Voglio finire dicendo che non ho la bacchetta magica per risolvere le miriadi problematiche dei nostri settori giovanili, non voglio che si prenda tutto ciò come verità assoluta perché è il mio modo di vedere il calcio , ma voglio catturare l’attenzione del lettore sulla riflessione di tutti gli aspetti della vita di un giovane calciatore .

In collaborazione con Antonio Crepaldi (Allenatore Uefa B)

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