IL GIOCO IN SPAZI RIDOTTI

Di Ignazio Argiolas

ignazio argiolas

Ricordiamoci che nella parola giovani non si deve intendere un termine omogeneo, esso non rappresenta una categoria unica da considerare sempre della stessa natura.
Al suo interno sono rappresentati generi di individui molto diversi l’uno dall’altro che richiedono, quindi, prestazioni e interventi completamente differenti, se non a volte opposti: pensate sia la stessa cosa intervenire su un bimbo di una Scuola Calcio e allenare un ragazzo degli Allievi o della Primavera?
In generale, specie all’inizio, non abbiamo campioni da allenare ma bimbi che si avvicinano al calcio per passione, per fare dello sport o per ambizione dei genitori: sono tutti soggetti da educare in senso lato e, quindi, prima dal punto di vista psico-fisico e poi tecnico. Volendo estremizzare il concetto, la differenza più marcata tra un allenatore di grandi e quello di bambini è determinata dalla diversità degli obiettivi e viene precisata dall’inversione del rapporto fini – mezzi.

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