Salve a tutti i nostri affezionati lettori.
Oggi vi mostriamo un’intervista a tre allenatrici molto in gamba che si stanno mettendo in evidenza nel panorama calcistico nazionale e data la giovane età stanno dimostrando una grande personalità, umiltà, voglia di crescere e di puntare in alto.
Stiamo parlando di Maria Macri’, Viviana Schiavi e Nicoletta Mazza alle quali ho posto alcune domande generali e specifiche…
Maria Macri’
Viviana Schiavi

Nicoletta Mazza
Godiamoci questa bellissima intervista tripla…
Puoi presentarti ai nostri lettori?
Macri’: Mi chiamo Maria Macri’, vivo a Rozzano quasi in tangenziale/autogrill e non bevo da sempre. Ho l’abilitazione UEFA A conseguita a Coverciano e l’UEFA B e C in Svizzera, dove ho giocato ed allenato per molti anni.
Schiavi: Sono Viviana Schiavi e sono una ex calciatrice ora allenatrice. Ho smesso di giocare da poco, da circa un anno. Neanche il tempo di “appendere gli scarpini” e già mi ero accomodata tra i banchi del settore tecnico per frequentare e poi prendere l’abilitazione di tecnico UEFA B. Da calciatrice ho calcato per molti anni campi da gioco sia a livello nazionale che internazionale e spero ora piano piano di poter trasmettere tutto quello che ho imparato e che ancora imparerò in questa mia nuova veste di Mister ai miei giocatori/giocatrici. Voglio cercare di fare più esperienza possibile, cercare di imparare e confrontarmi con gli altri allenatori per assorbire conoscenze e competenze per poi riportarle sul campo e veder crescere e giocare al meglio la mia squadra.
Mazza: Ciao a tutti, sono Nicoletta ho 29 anni (se non ricordo male!), e da grande sto cercando di fare l’allenatrice. Sono laureata in scienze motorie ed ho una specializzazione come preparatrice atletica. Ah ho anche il patentino di allenatore Uefa B.
A che punto è il Calcio Femminile italiano? Siamo davvero arrivati ad una svolta?
Macri’: Ad una svolta di sicuro. La strada è ancora lunga, ma il fatto che ci sia almeno la voglia di far bene e crescere, è già qualcosa. Lo dimostrano il progetto CFT, Lo sviluppo CALCIO +15 e le sempre più tesserate da parte di società professionistiche.
Schiavi: Personalmente credo che ultimamente si siano fatti dei passi avanti soprattutto a livello giovanile con l’attuazione di progetti sia a livello federale che scolastici che stanno dando qualche risultato. L’inserimento di norme come ad esempio l’obbligo da parte dei club maschili ad avere una squadra Under 12 ha dato molto entusiasmo ai club stessi che hanno giustamente creato anche le squadre di età inferiore per essere pronti anno per anno a presentare rose competitive. Credo allo stesso modo che invece con i campionati maggiori come la serie A e la serie B siamo ancora molto indietro, nonostante tutte le società femminili continuino a fare enormi sforzi il seguito che hanno è ancora poco. C’è ancora molto da fare da questo punto di vista.
Mazza: Non siamo ancora ad una svolta vera e propria, ma direi che qualcosa inizia a smuoversi. C’è maggior interesse da parte delle società legate al maschile e c’è più cultura all’interno delle società solo femminili.
Quali sono le tue idee e principi di gioco?
Macri’: Io ho una visione del calcio molto “offensiva”. Non so se perché in passato sono stata attaccante. Detto questo, a parte dei principi che sono alla base del calcio, non solo del mio, per il resto la mia idea di gioco cambia a seconda della squadra che alleno e dell’obiettivo prefissato.
Schiavi: Parlando di principi di gioco direi che i moduli che nella mia testa sono alla base del mio modo di giocare sono il 1-4-3-1-2 o il 1-4-3-3, ma devo dire che sono molto flessibile e cerco di preparare i miei giocatori/giocatrici ad essere pronti a eventuali modifiche nella preparazione di una gara o addirittura a gara in corso. Il calcio è uno sport situazionale e come tale da un momento all’altro può succedere di tutto. Quindi secondo me bisogna essere in grado di leggere bene quello che succede in campo ed essere quindi pronti a modificare e mettere in atto eventuali cambiamenti e accorgimenti. Anche diversi magari rispetto a quello che si era preparato durante la settimana. In ogni caso cerco di avere dei punti fissi quali la difesa a 4 e il vertice basso a centrocampo che da sempre una protezione in più alla linea arretrata. Il reparto d’attacco e gli altri centrocampisti cerco di metterli in campo e prepararli anche in funzione della gara e della squadra che vado ad affrontare
Quindi in realtà l’atteggiamento e la disposizione cambiano in base ai giocatori a disposizione, agli avversari e al tipo di gara che andiamo ad affrontare.
Mazza: Mi piace definire il mio calcio “pensato”. Non ci sono schemi precisi, ci affidiamo a principi semplici e precisi, a ciò che i giocatori pensano sia giusto in quel momento. Tanti punti di appoggio e sostegno continui, giocatori interessati all’azione anche se non coinvolti direttamente, la palla non si butta mai, ad iniziare dal portiere, (con qualche eccezione dopo il 90° ………………………..), giocatori propositivi ed intensi, squadra che difende andando in avanti.
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