A cura di Angelomaria Martini
Una cornice geometrica
Immaginiamo per ogni capacità coordinativa specifica una coordinata di posizione, immaginiamo un solido platonico, un cubo e in ogni vertice inseriamo una capacità coordinativa.
Questa cornice geometrica facilita la comprensione di cosa potrebbe accadere nello sviluppo della dinamica delle capacità coordinative specifiche con le esercitazioni tecnico-motorie.
Se si collegasse, per esempio, il vertice n°1 (equilibrio) con i restanti sette vertici del cubo e così via, il n°2 (orientamento), ecc. avremmo delle mutue relazioni fra le diverse capacità coordinative e saremmo in presenza di una dinamica di causazione non lineare in cui le singole capacità si influenzerebbero vicendevolmente in interazione con l’ambiente e, come ha sostenuto Varela: «Attraverso tutta la superficie sensorio-motrice».
Tutte le esperienze motorie, dalle più semplici alle più complesse, esperienze caotiche e spontanee non gerarchiche, aggiungendo coordinazione a coordinazione, nei ragazzi dai sei ai dodici anni (e NON solo esperienze attraverso il gioco del calcio) accompagnate da sensazioni ed emozioni caratterizzeranno la loro consapevolezza cosciente dell’azione, sulla quale lasceranno un seme per l’adattamento agli ambienti mutevoli della partita. Esse saranno un fondamento per la complessità del gioco: è il percorso che influenzerà le abilità motorie, l’evolversi delle abilità complesse e delle abilità cognitive. E’ bene chiarire che quando nel presente articolo parlo di coscienza mi riferisco ad un aspetto particolare di essa: la consapevolezza cosciente dell’azione.
