L’alimentazione del calciatore infortunato

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A cura del Dott Natale Gentile (Nutrizionista Inter Femminile)

Una squadra europea d’elite gioca in media tra 51 e 78 partite ufficiali per stagione, escludendo quelle amichevoli.

Dupont et al. stimano il rischio di infortunio 6,2 volte più alto in calciatori che giocano tre partite a settimana rispetto a quelli che ne svolgono due.

Statisticamente una squadra di calcio d’elite composta da 25 calciatori può aspettarsi 50 infortuni, di cui la metà di minore entità (assenza del calciatore inferiore ad una settimana) e 8 – 9 casi sui 50 in cui il calciatore sarà assente dai campi di gioco per un periodo superiore alle quattro settimane.

Un terzo di tutti gli infortuni sono muscolari a carico per il 92% di quattro gruppi muscolari : adduttori, quadricipiti, tendini del ginocchio, muscoli del polpaccio.

Considerazioni nutrizionali per la prevenzione degli infortuni.

  • Evitare di portare l’intake calorico al di sotto di 30 – 35 Kcal/Kg LB; Loucks et al. hanno dimostrato che introiti calorici inferiore a tale limite accentuano la fatica, hanno effetto immunosoppressivo e predispongono quindi agli infortuni.
  • Insufficienti intake calorici aumentano la probabilità di una alimentazione carente in micronutrienti (vitamina B e C, ferro, calcio, magnesio, zinco e selenio).
  • Controllare i livelli di vitamina D.
  • Condurre una alimentazione con un rapporto omega6/omega3 non sbilanciato verso i primi.

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