L’IMPORTANZA DI ALLENARE LA FORZA NEL GIOVANE CALCIATORE

A cura di Dario Conte (Laureato in scienze motorie, preparatore atletico, FMS trainer, massaggiatore sportivo.
Attualmente lavoro per la Paganese Calcio settore giovanile u16 nazionale).
“La forza sarà sempre una componente importante della preparazione degli atleti Niente aiuta il miglioramento della performance sportiva più della forza e della potenza. Coloro che possono produrre la più alta forza al suolo (azione), riceveranno il più grosso beneficio (reazione).
-Micheal Boyle
Nulla di più vero! Tanti ancora sostengono che i sovraccarichi rallentino, che l’allenamento della forza sia deleterio per la crescita del giovane atleta.
Oramai le teorie che screditavano i vari benefici dell’allenamento della forza sono state categoricamente bocciate da diverse ricerche (Atha 1984, Dudley e Fleck 1987, Hickson et al. 1988, MacDouoall et al. 1987, Micheli 1988, Nelson et al. 1990, Sale et al. 1990). Inoltre uno studio recente ha evidenziato che l’allenamento della forza non solo non produce nessun transfer negativo sulle altre qualità condizionali, ma migliora anche l’economia del gesto specifico (Gran e Helgerud 2002).
Negli atleti in fase di sviluppo, una base di abilità motorie fondamentali, definite Fundamental Movement Skill (FMS), che rappresentano le basi del movimento (mobilità, abilità, stabilità e coordinazione) sono un punto di partenza essenziale. Partecipare a vari sporte in giovane età aiuta a sviluppare le FMS e favorisce un vantaggio mentale che deriva dall’apprendere diverse strategie. La pre-adolescenza è la finestra ottimale per sviluppare le FMS. Idealmente, ciò dovrebbe verificarsi nella finestra di sviluppo precedente il periodo del Peak Height Velocity (PHV), ovvero del picco della velocità di crescita in altezza. Le Fundamental Movement Skill sono un prerequisito essenziale, i mattoni per costruire idealmente la partecipazione, più avanti, ad attività più specialistiche e allo sport.
Allenarsi a livello professionistico o comunque in modo ottimale non è un problema di quantità, piuttosto di qualità e di cose giuste proposte in tempi adeguati. Potrebbe essere necessario cambiare il detto (americano) recente “perfect practice makes perfect”, ovvero la pratica perfetta rende perfetti, in “perfect training at the right time makes perfect., ovvero l’allenamento perfetto al momento giusto rende perfetti.
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