DOMINIO E DIFESA DEL PALLONE

Categorie indicate: Pulcini, Esordienti, Giovanissimi, Allievi, Juniores, Berretti, Prima Squadra.

Obiettivi: Dominio palla, difesa palla, finta e dribbling, transizione positiva/negativa, resistenza lattacida (per i più grandi).

Materiale: 4 porte della dimensione relativa alla categoria allenata (utilizzabili anche 8 paletti), cinesini e casacche in base al numero di allievi a disposizione.

Esecuzione: Una coppia per ogni quadrato di dimensioni adeguate all’età ed alle capacità degli allievi.
La coppia si sfida in un 1 vs 1 con l’obiettivo di difendere palla all’interno del quadrato. Ogni sfida dura 1 minuto e vince chi al termine del tempo indicato è rimasto in possesso del pallone. Ad ogni segnale (visivo o uditivo) dell’allenatore, i giocatori interrompono l’attività per dare vita ad una partita a campo intero (casacche contro senza casacca) utilizzando il pallone messo in gioco dal mister in un punto a caso del campo. Al nuovo segnale, si riprende la serie di 1 vs 1 nei quadrati di competenza.

Focus: (1) Osservare che comportamento decide di assumere il giocatore che deve difendere palla: protezione (se sì e se sì, come) oppure se messo alle strette decide di provare il dribbling. (2) Transizione (positiva o negativa) quando si passa alla partita su campo intero o quando si cambia pallone (vedi variante 3).

Varianti: (1) Ogni quadrato può corrispondere ad un livello maggiore di difficoltà (difensore più forte) al quale l’attaccante per accedervi deve superare il “livello” precedente.
(2) Nella foto ho inserito 4 porte. Aggiungere un nuovo segnale (sempre visivo o uditivo) per cambiare il senso (campo lungo o campo largo) della partita (piccolo accenno di psicocinetica).
(3) Transizione: durante la partita a campo intero, il mister gioca a caso un altro pallone che diventa quello attivo mentre l’altro non fa più parte del gioco. In questo caso non è detto che la squadra che prima era in possesso, lo sia ancora. Dovrà transare in maniera efficente.

Attenzione: (1) E’ consigliabile non usare il fischietto in questo tipo di esercitazione perché in partita il suo suono rappresenta l’interruzione del gioco a seguito di qualcosa di sbagliato.
(2) Abituare i propri allievi ad ascoltare le varianti proposte mentre giocano perché in partita dovranno interagire con l’allenatore in panchina senza che il gioco si possa fermare (altro piccolo accenno di psicocinetica).

In collaborazione con Simone Giacomini (Istruttore C.O.N.I-F.I.G.C – Referente autoarbitraggio n° NO/167 e Istruttore City Camp Novara Calcio)

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